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La rete JXTA è una rete adattativa composta da peer
connessi. Le connessioni sono temporanee e l'instradamento tra peer è non
deterministico. Ci sono quattro tipologie di peer all'interno della rete
JXTA:
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Peer semplice:
può mandare e ricevere messaggi ma non può conservarne o instradare
quelli di altri peer. Sono essenzialmente i peer con risorse limitate.
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Peer pienamente
funzionale:
può mandare e ricevere messaggi e solitamente mantiene in memoria gli
advertisement ; tuttavia non inoltra richieste da parte di altri peer.
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Peer rendezvous:
può mandare e ricevere messaggi, mantiene in memoria gli advertisement e
inoltra richieste da parte di altri peer.
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Peer relay:
fornisce un meccanismo client/server che permette la comunicazione con
peer inaccessibili poichè dietro NAT/firewall.
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Realizzazione Sito Web e
Applicazione:
Maltra
Picca |
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Le prospettive del
peer-to-peer dal punto di vista della computer science
Tecnicamente le applicazione peer-to-peerdovrebberoimplementare solo
protocolli di peering che
non riconoscono il concetto di “server e di “client”. Tali applicazioni o
reti “pure” sono in realtà molto rare. Numerose reti e applicazioni che si
descrivono come peer-to-peer fanno però affidamento anche su alcuni elementi
"non-peer", come per esempio il DNS. Inoltre applicazioni globali utilizzano
spesso protocolli multipli che fungono simultaneamente da
client, da
server, e da
peer. Reti “peers”
completamente decentralizzate sono state utilizzate per svariati anni, per
esempio USENET.A partire dal 1990 la SUN aggiunse degli oggetti in
linguaggio Java per velocizzare lo sviluppo delle applicazioni P2P. In
questo modo i programmatori poterono realizzare delle piccole applicazioni
chat in real time, prima
che divenisse popolare la rete di Instant Messaging. Questi sforzi
culminarono con l’attuale progetto JXTA.
I sistemi e
le applicazioni Peer-to-peer suscitarono grande attenzione da parte dei
ricercatori di computer science.
JXTA diverrà,
così, parte integrante di Sun ONE, un'infrastruttura tecnologica basata su
standard aperti e concorrente della piattaforma Microsoft.NET.
"Il Web si sta evolvendo sia in profondità sia in larghezza in un Web
espanso, che rende necessario comunicare e accedere alle risorse su Internet
in modo più efficiente", dichiarò Mike Clary, vice presidente del progetto
JXTA, "Sun sta offrendo un approccio univoco per indirizzare la prossima
fase del calcolo distribuito, un approccio che permetterà agli utenti di
cercare, prendere ed usare ciò che desiderano in modo più facile e veloce".
Lo slogan è "Find it, Get it, Use it".
JXTA si pone sulla scia di software come Napster e Gnutella, ma rispetto a
questi quella di Sun appare come una piattaforma ben più vasta e ambiziosa
che ha per obiettivo quello di trasformare il peer-to-peer nel sistema
standard per utilizzare la rete: ricerca di informazioni, download di file,
streaming di contenuti, fruizione di servizi.
Proprio perché si appoggia su tecnologie aperte come Java e XML, Joy spera
che JXTA possa rapidamente divenire uno standard che renda interoperabili
fra loro telefoni cellulari, PDA, set-top box computer desktop, server,
consentendo ai dati e alle applicazioni di poter essere condivise e fatte
girare in modo trasparente su ogni piattaforma che supporti Java.
Dopo un anno di sviluppo, lo scorso aprile Sun ha rilasciato agli
sviluppatori tutti gli strumenti necessari per creare applicazioni basate
sulla piattaforma JXTA, incluso un primo esempio di client. La casa del Sole
ora dichiara che sarebbero più di 50.000 gli sviluppatori che hanno
scaricato il codice sorgente del progetto e alcune decine le aziende ad aver
iniziato l’ evoluzione dei primi applicativi.
Il nome
JXTA (abbreviazione di Juxtapose) vuole quindi essere una soluzione per
integrare applicazioni e sistemi. I concetti chiave alla base della
tecnologia saranno i seguenti:
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Opportunità di aprire dei
canali trasmissivi tra peer in modo analogo all’impiego delle pipe del
mondo UNIX;
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L’abilità di creare
dinamicamente gruppi di peer e gestire le politiche di aggregazione in
modo dinamico;
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La definizione di
politiche per il monitoraggio dei peer (sia in termini di aggregazione che
di presenza);
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La realizzazione di uno
strato di sicurezza adeguato.
Riassumendo, l’impressione relativamente a queste prime soluzioni
"commerciali" del p2p è che c’è ancora molta strada da fare, soprattutto per
modellare sui concetti e i protocolli del peer to peer soluzioni per tutte
le realtà applicative già esistenti e che, eventualmente, ne possano trarre
beneficio.
A un
livello di astrazione molto alto, Jxta è semplicemente un insieme di
protocolli, dove ognuno è definito da uno o più messaggi scambiati tra i
partecipanti; ogni messaggio ha un formato predefinito e può includere
svariati campi.
Questi
protocolli attualmente sono sei e si occupano di recuperare informazioni sui
nodi, interrogarne altri per la ricerca di ulteriori, capire quali servizi
offra un nodo e in quale stato (computazionale) sia, richiedere
l’appartenenza a un gruppo fornendo delle credenziali (con tutti gli aspetti
di security che questo comporta), inoltrare i messaggi ricevuti e richiedere
informazioni per l’instradamento dei messaggi.Tutti questi protocolli, com’
è ovvio, si basano sull’Xml per la formattazione dei dati.
Ciò che la
piattaforma definisce, quindi, è semplicemente come debba avvenire la
comunicazione fra nodi, senza dare indicazioni implementative di alcun
genere, linguaggio di sviluppo compreso. In molti pensano che l’architettura
peer-to-peer sia intrinsecamente legata alla violazione delle leggi sul
diritto d’autore, partendo da esempi famosi quali Napster fino ad arrivare
alla rete Gnutella.
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